Battaglia per l’Eredità Biologica: La Richiesta di una Madre per i Gameti del Figlio Scomparso

Battaglia per l’Eredità Biologica: La Richiesta di una Madre per i Gameti del Figlio Scomparso

Sandra Becattini si trova al centro di un dibattito legale e morale, cercando di ottenere i gameti congelati di suo figlio Matteo, deceduto a 28 anni per un tumore. Matteo, prevedendo gli effetti collaterali dei suoi trattamenti, aveva preservato i suoi gameti all’Azienda ospedaliera universitaria di Careggi. Il suo ultimo desiderio, espresso in testamento, era che i gameti fossero lasciati alla sua famiglia. Tuttavia, la legge italiana sulla procreazione assistita, specificatamente la legge 40 del 2004, impone restrizioni sull’uso dei gameti post mortem, portando a un conflitto tra le volontà espresse da Matteo e le normative vigenti.

La madre ha perso una prima battaglia legale nel 2021 al Tribunale di Firenze ma è determinata a continuare la lotta in appello, sperando di trasferire i gameti in un istituto privato per decidere liberamente del loro utilizzo. La questione solleva interrogativi profondi sul diritto della famiglia di disporre dei gameti e sulla possibilità di considerare le volontà espresse in testamento superiori ai consensi firmati in vita.

La situazione di Matteo è particolarmente complessa data la politica di distruzione dei gameti conservati tre anni dopo la morte del proprietario, una prospettiva devastante per la signora Sandra, che vede negata la possibilità di un’eredità biologica da parte del figlio. Di questa storia ne ha parlato un articolo di vanityfair.it.

Questa vicenda non solo mette in luce le sfide legali ed etiche legate alla conservazione e all’uso postumo dei gameti ma solleva anche domande sul diritto delle persone di decidere il destino del proprio materiale genetico dopo la morte.

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